Il Cavaliere Inesistente
- Italo Calvino -
La storia del "Cavaliere Inesistente" comincia a Parigi al tempo di
Carlomagno, il re di Francia. Viene nella città soltanto per vedere tutti
i suoi cavalieri che stanno in una lunga fila in fronte a lui per mostrargli le
loro facce e per dirgli i loro nomi. Dopo alcune ore, quando Carlomagno arriva
all`ultimo cavaliere, l`unico la cui armatura è polita, si rifiuta di
aprire il suo elmo come tutti gli altri. Naturalmente, il re si arrabbia e
richiede una ragione per questo comportamento. Come risposta alla domanda riceve
la frase: "non lo apro perché non esisto!"
Il cavaliere inesistente si chiama Agilulf, un "niente" che sta in
un`armatura e che viene accettato dagli altri come fosse uno di loro. Vive una
vita normale con alcune eccezioni: non dorme, non mangia e beve niente, ha
sempre l`impulso di lavorare, mette tutto in ordine e dà dei comandi ad
altri cavalieri che perciò lo odiano. Allora non è amato
particolarmente.
Un giorno incontra Rambaldo, un cavaliere che entra nell`esercito soltanto
per vendicarsi su uno che ha ucciso suo padre, ed Agilulf gli dà alcuni
consigli per combattere il colpevole. Durante la prossima battaglia Rambaldo
riesce ad uccidere l`assassino di suo padre, ma subito dopo il successo viene
attaccato da due cavallerizzi, cosicché non esiste una via che lo porti
fuori dalla situazione. Viene salvato dal pericolo da un cavaliere verde che si
mostra dopo come una donna con il nome Bradamante, in cui Rambaldo si innamora
subito. Esercitando con l`arco con lui e il cavaliere diventa chiaro, che lei
invece si è innamorata di Agiluf.
Cenando con Carlomagno e tutti gli altri cavalieri si sviluppa un litigio
fra il paladino Torrismondo e Agilulf. Tanti anni fa, Agilulf diventava un
cavaliere perché ha salvato la virginità di Sofronia, figlia del
re di Scozia, nel corso di una battaglia. Tuttavia Torrismondo sostiene che il
titolo "cavaliere" di Agilulf non sia legittimo; che Sofronia allora non sia
stata una vergine al tempo della salvezza, perché Torrismondo è il
figlio di lei. Ammette così che lui in verità non è il
figlio dei duchi di Cornovaglia, una cosa che ha giustificato il suo titolo fino
a questo punto. Tutti e due sono costretti a provare il contrario, altrimenti
non sarebbero più considerati cavalieri. Quindi Agilulf, il suo scudiero
Gurdulù e Torrismondo partono per la patria di Sofronia – e tutti e
due gli opponenti naturalmente seperati - mentre Carlomagno ed i cavalieri
rimanenti sono felice di avendo trovato una possibilità di liberarsi dal
cavaliere. E anche Bradamante comincia il viaggio a causa della sua amore per
Agilulf.
Durante il viaggio, Agilulf e Gurdulù passano una notte in un
castello, in cui tante vedove hanno bisogno di uomini. Mentre lo scudiero fa
l`amore con tante donne, Agilulf fa la conoscenza di Priscilla, una vedova che
ha sentito del cavaliere inesistente ed il cui desiderio di dormire con lui si
avvera. Agilulf non è capace di mettere via la sua armatura, e
cosí tutti e due giacciono la terra per tutta la notte – lei nuda e
lui con la sua armatura di ferro.
Dopo quest`avventura arrivano al castello in cui Sofronia viveva per gli
ultimi anni, ma lo trovano bruciato e derubato. Incontrano una persona che sa
che il re del Marocco ha comprato Sofronia per usarla come una schiava. Il
prossimo passo del viaggio li porta sul mare, dove - combattendo con una balena
– la nave si rovescia ed Agilulf affonda nel mare gridando allo scudiero:
"Ci vediamo in Marocco. Io vado a piedi!" Il cavaliere scende in piedi sulla
sabbia nel fondo del mare ed incontra spesso mostri marini, ma si può
difendere con la sua spada. Finalmente si aggrappa al guscio di una grossa
testuggine marina e si avvicina alla costa dell` Africa. Qui si impiglia in una
rete di pescatori, dove incontra Gurdulù, che frattanto è arrivato
in Marocco con la nave.
Vicino al Marocco, Torrismondo invece ha incontrato i Cavalieri del Gral,
nel cui accampamento sta alcuni giorni per imparare qualcosa. Succede che devono
salvare alcune donne da una banda di ladri, e cosí fa la conoscenza
intima con una di qeste donne. Il giorno dopo, vengono scoperti nudi nel bosco
da Carlomagno, che Agilulf ha chiamato per venire in Africa. È partito
insieme con una comare, "esperta nelle faccende di donne", per accertarsi della
virginità di Sofronia. E allora la storia finisce con una sorpresa: La
donna con cui Torrismono ha dormito, è Sofronia, quindi sua madre.
Avendolo ascoltato, Agilulf e Torrismondo corrono disperatamente nel bosco,
perché tutti e due sembrano di aver perso i loro titoli: Torrismondo
perché ha commesso un incesto nefando, ed Agilulf non è piu capace
di provare la virginità di Sofronia. Ma Sofronia spiega la verità:
Torrismondo è suo fratello e lei è veramente ancora una
vergine.
Rambaldo, che è arrivato in Marocco con Carlomagno, entra subito nel
bosco per cercare Agilulf e dirgli le novità, ma non riesce a trovarlo.
Vede soltanto pezzi dell`armatura di Agilulf e appuntato alla spada un cartello,
su cui è scritto: "Lascio questa armatura al cavaliere Rambaldo." In
questa armatura Rambaldo incontra Bradamante, che pensa che il cavaliere
inesistente stia davanti a lei e "si congiungono" nel bosco – lei con gli
occhi chiusi. Quando lei li apre, grida piena di rabbia, prende la sua spada e
Rambaldo deve fuggire.
Ma alcuni mesi dopo, Rambaldo trova il convento in cui si è chiuso
Bradamante. E frattanto lei non è più disperata d`amore per
Agilulf, ma invece ama il giovane Rambaldo. Ed Agilulf rimane sparito.